Una giornata senza di noi: sciopero del lavoro migrante

Cosa succederebbe se i quattro milioni e mezzo di immigrati che vivono in Italia decidessero di non andare al lavoro, a scuola, nei supermercati, per un giorno? E se a sostenere la loro azione ci fossero anche i milioni di italiani stanchi del razzismo?

Siamo immigrati, seconde generazioni e italiani, uomini e donne, accomunati dal rifiuto del razzismo, dell’intolleranza e della chiusura che caratterizzano il presente italiano. Siamo consapevoli dell’importanza sociale, economica e culturale dell’immigrazione e siamo indignati per le campagne denigratorie e xenofobe che, in questi ultimi anni, hanno portato all’approvazione di leggi e ordinanze lontane dallo spirito della Costituzione italiana.
Condanniamo e rifiutiamo gli stereotipi e i linguaggi discriminatori, il razzismo di ogni tipo e, in particolare, quello istituzionale, l’utilizzo strumentale del richiamo alle radici culturali e della religione per giustificare politiche, locali e nazionali, di rifiuto ed esclusione dai diritti.
Ricordiamo che la storia umana è sempre stata storia di migrazioni senza le quali nessun processo di civilizzazione e costruzione delle culture avrebbe avuto luogo. La violazione dei diritti fondamentali dei migranti danneggia e offende la società nel suo
complesso e non solo le singole persone colpite.
La rappresentazione degli immigrati come una massa informe di parassiti o un bacino inesauribile di forza lavoro da sfruttare legittima comportamenti eticamente inaccettabili, irrazionali e violenti. La maggioranza degli immigrati presenti in Italia lavora duramente e svolge funzioni essenziali per la tenuta di una società complessa e articolata come quella italiana e sono quindi parte integrante dell’Italia di oggi.
Non c’è futuro se viene alimentata la contrapposizione tra «noi» e «loro» , «autoctoni» e «stranieri».
Solo la consapevolezza che oggi siamo «insieme», vecchi e nuovi cittadini impegnati a mandare avanti il Paese può garantire un futuro di giustizia sociale. Vogliamo quindi che finisca, qui e ora, la politica dei due pesi e delle due misure, nelle leggi e nell’agire delle persone.
Il 1° marzo 2010 ci sarà una grande manifestazione nonviolenta dal respiro europeo, in Italia, Francia, Spagna, Grecia e in altri paesi europei. per riflettere insieme su cosa accadrebbe se i milioni di immigrati che vivono e lavorano in Europa decidessero di incrociare le braccia o andare via.
Per sottolineare l’importanza del lavoro migrante vi chiediamo di partecipare a questa giornata:

  • Astenendovi dal lavoro
  • Indossando un nastro giallo al braccio (il giallo è stato scelto come colore di questa giornata)
  • Astenendovi dai consumi (spesa, ricariche telefoniche, rifornimento carburante, ecc.)

Vi invitiamo:
Domenica 21 Febbraio dalle 18 alle 22 all’Altro Caffè, Piazzale Vittime dei Lager Nazisti 5, Imola Buffet con cucina e letture dal mondo, musica e video.
Lunedì 1 marzo:
Ore 17 ritrovo in Piazza Medaglie d’oro con sit-in antirazzista e spettacolo “Le scimmie verdi”
Ore 18 fiaccolata per le strade del centro cittadino
Dalle 19 alle 20 presso la Palazzina, via Quaini 14, Imola, incontro e proiezioni

Comitato Primo Marzo 2010 – Imola
Per informazioni:
primomarzo2010Imola@gmail.com, http://www.primomarzo2010.it/
328 71520126 (Olawale), 338 6268250 (Pina), 393 5854324 (Kashif), 3476139456 (Alessandro)

2019-03-19T04:59:39+01:00