Lettera alla rivista MAREA dalle giovani donne di Trama di Terre

Cara Monica, cara Laura, cara MAREA

sicuramente non ci conoscete tutte: siamo un gruppo di giovani donne native e migranti.

Abbiamo dai 17 ai 27 anni, molte di noi si sono avvicinate al femminismo solo da pochi mesi, altre da anni.

Altre ancora si sono avvicinate anche grazie a voi, a quello che scrivete e a quello che ci avete trasmesso venendo nelle scuole di Imola.

Viviamo in una città (o forse in un Paese) dove è raro trovare posti in cui incontrarci liberamente, discutere, ascoltarci a vicenda, raccontare i nostri problemi e le nostre paure di giovani donne del ventunesimo secolo.

Ne abbiamo trovato uno che voi negli anni avete imparato a conoscere bene e a raccontare nella vostra rivista femminista: il Centro Interculturale delle donne di Trama di Terre.

E’ in questo posto, dove la teoria viene trasformata in pratica e dove veniamo colpite quotidianamente dall’esempio di decine di donne, che ogni settimana ci incontriamo e che facciamo la cosa più preziosa che voi femministe adulte ci avete trasmesso, lasciato in eredità: la condivisione con altre donne delle nostre emozioni, esperienze e sensazioni, al fine di cambiare una società nella quale troviamo sempre meno spazio per noi.

E’ con questo spirito che il 14 febbraio abbiamo deciso di metterci in gioco e di organizzare ad Imola la manifestazione internazionale One Billion Rising.

Vorremmo raccontarvi di tutta la fatica, gli sforzi, le discussioni, le telefonate, le notti passate a fare volantini e a montare video, delle prove del ballo che abbiamo organizzato in tutta la città per varie settimane.

Vorremmo raccontarvelo perchè è stata un’emozione unica vederci tutte assieme in un palco e leggere ciò che avevamo prodotto con tanta fatica nelle settimane precedenti. Rifaremmo tutto nuovamente, non ci pentiamo di niente.

Non ci pentiamo neanche del documento politico che abbiamo scritto, dove chiedevamo maggiori risorse per i centri antiviolenza e rispetto per le donne. Rispetto anche per due nostre coetanee e cooperanti italiane: Greta Marzullo e Vanessa Ramelli, accolte in Italia come due sciocche, incapaci e sprovvedute ragazzine.

Abbiamo “osato” chiedere alla Piazza: “la reazione sarebbe stata la stessa se fossero stati due uomini? Probabilmente no, sarebbero stati accolti come eroi, così come sono stati descritti quei due marò che hanno ucciso dei pescatori indiani.”.

Ebbene, per questa domanda siamo state strumentalizzate: di tutto il lavoro che avevamo fatto la destra della nostra città si è concentrata solamente su questo paragone. E in risposta al nostro osare hanno organizzato una manifestazione contro di noi proprio nella Giornata Internazionale della Donna.

E così tamburi, urla e muscoli hanno riempito la stessa Piazza in cui chiedevamo se fosse possibile un altro mondo, un mondo migliore per le donne, all’altezza dei nostri sogni e delle nostre speranze.

Zitte, adesso vi facciamo vedere noi come si risponde se veniamo toccati: ci è sembrato questo il loro messaggio.

A chiudere la manifestazione una donna, sì, vi sembrerà strano: una donna delle istituzioni, la Presidente del Consiglio Comunale, Paola Lanzon che anzichè venire a conoscerci, a parlare con noi, sceglie di passare l’8 Marzo in quella Piazza e di prendere parola a livello istituzionale senza prendere le distanze da quella cultura militarista e fascista.

Abbiamo ricevuto la solidarietà delle donne della CGIL, del PRC, di Trama di Terre, di quelle dell’UDI e di tante femministe che ci hanno mandato messaggi da tutta l’Italia.

Loro, come noi, pensano che non si possa far finta di nulla davanti un comportamento simile di una donna del Partito Democratico che si dice femminista, allo stesso modo di quando denunciamo atteggiamenti maschilisti e machisti dei nostri compagni uomini e non li copriamo se arrivano ad agire violenza.

Perché il vostro silenzio così assordante? E perché abbiamo letto che verrete ad Imola il 20 marzo e il 1 aprile, e che farete due iniziative con la stessa Presidenza del Consiglio Comunale, proprio quell’istituzione che ha sostenuto e partecipato a tutto questo?

Ci auguriamo di cuore, che nelle vostre parole e nelle vostre scelte, riemerga quella solidarietà femminista e antimilitarista che in questa occasione fatichiamo a riscontrare.

Giulia, 20 anni; Maria Pia, 20 anni; Sara, 19 anni; Martina, 19 anni; Simona, 19 anni; Chiara, 19 anni; Marzia, 19 anni; Diletta, 17 anni; Margherita, 20 anni; Stefania 21 anni; Serena 27 anni.

19 marzo 2015

2019-03-19T04:22:59+01:00