Comunicato in solidarietà alla Colombia e presidio a Bologna

 

#SOS COLOMBIA: NOS ESTÀN MATANDO
#SOS Colombia: ci stanno uccidendo

Facciamo appello alla comunità internazionale e l’intervento della Corte Penale Internazionale, della Commissione Europea, della Corte Interamericana dei diritti umani affinché intervengano a favore della vita, del rispetto dei diritti umani e della libertà in Colombia.

Domani 11 maggio 2021 parteciperemo al presidio SOS Colombia a Bologna dalle ore 18 in P.zza Nettuno, organizzato dalle Donne in Nero di Bologna in accordo con le Donne in Nero di Medellin e le Mujeres della Ruta Pacifica e invitiamo le donne a partecipare e portare la propria solidarietà.

 

“Noi donne non mettiamo al mondo figlie e figli per la guerra
noi donne non mettiamo al mondo figlie e figli per la violenza
noi donne non mettiamo al mondo figlie e figli come scudi di guerra”
Appello delle donne della Ruta Pacifica de las Mujeres

 

“Hanno ucciso mio figlio, gli hanno sparato vigliaccamente, gli hanno sparato in testa quando era disarmato, ieri quasi non c’erano neanche più le pietre lì intorno, gli hanno sparato per ucciderlo, volevano ucciderlo e l’hanno ucciso… lui era nella resistenza”, sono le parole di Laura Guerrero, una madre che ha perso suo figlio per mano della Polizia lo scorso 3 Maggio, a Cali, in Colombia, durante le manifestazioni per lo Sciopero Nazionale Colombiano. Così come Laura, altre donne piangono i loro figli, compagni, parenti che stavano resistendo ai disordini che lo Stato ha creato a causa della violenza delle Forze di Polizia nelle strade del Paese con l’intento di silenziare le voci di chi non sopporta più la disuguaglianza e l’ingiustizia sociale, la violenza e la povertà.

Lo scorso 28 Aprile, dopo anni in cui ci si aspettavano soluzioni politiche che mai sono arrivate, la Colombia non ha avuto più paura ed è uscita in strada a reclamare i suoi diritti di giustizia e uguaglianza e per una vita degna. La Colombia non ne può più, si è stancata di sostenere, in cambio della fame, la corruzione del ceto politico, l’ingiustizia, la disuguaglianza e i favori concessi alle “grandi ricchezze” (i poteri forti) che controllano l’economia del Paese.
La Colombia non ce l’ha fatta più, si è stufata di rimanere in silenzio verso uno Stato che è incapace di difendere la vita, la libertà e la salute dei suoi cittadini. Ha chiamato a raccolta nelle strade a difendersi da un governo che, nel bel mezzo di una pandemia e di una crisi socio-economica senza precedenti, pretende ancora una volta di approvare riforme a favore delle classi più abbienti e contro i più vulnerabili.

E’ da più di 10 giorni che milioni di colombiane e colombiani hanno lasciato a casa la paura e sono usciti a sfidare uno Stato bugiardo. Cittadine e cittadini che si sono visti obbligati a mettere in pericolo le loro vite con il rischio del contagio da coronavirus e che stanno usando le mascherine per proteggersi dai gas lacrimogeni del ESMAD (la Squadra Mobile Antisommossa). Sono 10 giorni che mettono a rischio le loro vite di fronte alla repressione della forze dello Stato che hanno violato i diritti fondamentali di donne e uomini. Fino al 9 Maggio la ONG Temblores aveva contato 1876 aggressioni delle Forze di Polizia durante le manifestazioni di protesta, 963 fermi di polizia arbitrari, 278 persone ferite durante la manifestazione per lo Sciopero Nazionale, 47 morti, 98 feriti con armi da fuoco e 12 casi di violenza sessuale.

Le donne di Trama di Terre condannano la barbarie che si sta compiendo in Colombia attraverso le Forze dell’Ordine che colpiscono i manifestanti che prendono parte alle proteste sociali nell’esercizio di un loro diritto fondamentale sancito da uno Stato democratico.

Ripudiamo con forza la risposta coercitiva che il Governo colombiano, guidato dal Presidente Ivàn Duque, continua a mettere in campo contro i manifestanti dello Sciopero Nazionale. Ripudiamo le azioni violente attraverso cui stanno massacrando il popolo colombiano mobilitato nelle strade, si sta tradendo il dettato costituzionale e la responsabilità che avrebbe lo Stato nella difesa della vita come diritto fondamentale dei suoi cittadini.

Sono anni che il Governo agisce in questo modo attraverso politiche antidemocratiche e di morte contro la popolazione. Il Governo nazionale non ha voluto instaurare un dialogo con la popolazione, ha voluto solo istituire la repressione da parte delle Forze dell’Ordine e attraverso la presenza militare nelle città contro i diritti umani riconosciuti internazionalmente.

Non possiamo permettere che storie di guerra, di violenza e di morte continuino a ripetersi in America Latina come già accaduto per le nostre sorelle e fratelli in Chile, Argentina, Bolivia e Uruguay: oggi è la Colombia che cerca di resistere a un nuovo modello di dittatura (ovvero alle azioni di un governo terrorista, narco-paramilitare) che prende forma ogni giorno di più attraverso la violenza sessuale, fisica e psicologica per mano delle Forze dell’Ordine dello Stato, gli omicidi, le sparizioni (desaparecidos), le intimidazioni e la contrapposizione verso i manifestanti che prendono parola sulla realtà del loro Paese per mettere in luce la visione distorta che ha la comunità internazionale ha sul fatto che la Colombia abbia risolto la crisi della violenza e della corruzione. In Colombia, oggi, è la polizia che prende le armi contro il suo popolo.

“Siamo le madri che metto al mondo,
siamo le madri che danno la vita,
siamo le madri dei giovani in prima linea, dei giovani caduti, di poliziotti e soldati, siamo le loro sorelle, le loro mogli, compagne e amiche.
Siamo donne.
E’ venuto il nostro tempo, mettiamo insieme le nostre voci, i nostri canti d’amore, di rispetto, di dialogo e riconciliazione.
Questo è un appello a unirci e ad accompagnarli in prima linea, ad alzare un grido collettivo di protezione della vita.
Marciamo insieme per le nostre figlie e figli. Siamo le madri di tutte. Siamo le madri di tutti”.
Appello delle MADRI E DONNE DI CALI e DELLA VALLE DEL CAUCA per reclamare #DuqueParaLaMasacre (#DuqueFermaIlMassacro).

2021-05-27T11:36:39+02:00