Rifinanziamento accordo Italia-Libia sui migranti: saremo ancora complici di migliaia di morti, stupri e torture

Non chiamatelo finanziamento, è crimine.
Non chiamateli campi libici, sono lager.
Non chiamatela missione umanitaria, è inumana missione.
Non chiamatela collaborazione Italia-Libia, è collaborazionismo con la Guardia Costiera Libica.

Il 16 luglio 2020 il governo italiano ha firmato il rifinanziamento dell’accordo con la Libia sulla formazione, assistenza e addestramento alla Guardia Costiera libica per il controllo delle frontiere. Con questa firma, l’Italia ha riconfermato la volontà di continuare a collaborare con i peggiori miliziani dell’esercito libico e trafficanti di esseri umani (Fonte Nazioni Unite) per mantenere rinchiuse migliaia di donne, uomini e bambine/i che vengono sistematicamente torturati, stuprate e uccise piuttosto che garantire loro un ingresso in sicurezza in Europa.

Condividiamo la lettera di una donna rifugiata con cui abbiamo lavorato per porci una domanda: quale Europa?
Vengo dalla Somalia. Quando ero in Somalia, per me l’Europa era tutta vita sicura e felice.
Ora che sono qui posso dire che anche in Europa la vita non è sicura. Una donna fa un sacco di strade, viaggi difficili, col pensiero di dire “quando sarai in Europa realizzerai anche tu un progetto di vita sognato. Lontana dalla guerra e lontana da usanze e costumi che danneggiano la vita delle donne. Sembrava tutto così schematico: puoi studiare o puoi lavorare”. Poi arrivi a destinazione e capisci che le cose non erano come sembravano.
Un posto è meglio di un altro, ma nessun posto è il migliore.

Già, nessun posto è il migliore, lo sappiamo bene, soprattutto per noi donne, per le quali guerra e patriarcato significano violenze, stupri, repressione e sfruttamento sessuale e lavorativo. Per mesi sul nostro portone abbiamo scritto “L’Europa muore sul confine turco”. Oggi con la stessa rabbia e maggiore dolore affermiamo “La pace in Europa è la guerra contro i/le migranti. L’Italia è complice di migliaia di morti, stupri e torture: oggi la Libia, il Mediterraneo e la rotta balcanica sono il cimitero degli omicidi europei”.

In Europa si è appena giocata una partita tra governanti sul “recovery fund” che ha parzialmente messo in discussione l’austerity come principio fondativo dell’Europa. Obbligati dall’emergenza Covid, che ha evidenziato e amplificato tutte le ingiustizie sociali, economiche e di genere di un sistema non solo inadeguato ai bisogni attuali ma basato su logiche aziendaliste e di profitto anche in materia di diritti sociali e umani, ora ci saranno a disposizione fondi speciali.

La risposta dei governanti italiani e dell’europa alle politiche sull’immigrazione è l’innalzamento di muri, la chiusura e la negazione che di fatto si traduce in delega per il controllo delle frontiere alla Libia e alla sua guardia costiera.

Il PD ha votato per il rifinanziamento insieme alla Lega e al M5S: di quale cambiamento si sta parlando?
I decreti sicurezza sono ancora lì che aspettano di essere aboliti, la regolarizzazione in corso si sta rivelando inadeguata e inaccessibile, lo ius soli giace nel dimenticatoio, le politiche di contrasto alla violenza di genere rimangono insufficienti mentre l’Italia rimane ancora uno dei paesi gravati da un sostanziale e profondo divario di genere che continua a produrre discriminazione, ingiustizia, violenza maschile e femminicidi (questi ultimi commessi, in famiglia, durante il periodo del lockdown aumentati in maniera esplosiva).

Abbiamo davanti un’occasione per decidere come utilizzare le risorse straordinarie per promuovere e realizzare politiche di accoglienza, pari opportunità di genere e di provenienza.

Il cambiamento non è più rimandabile.
Noi non saremo complici dei vostri crimini!

2020-10-02T12:22:27+02:00