Vogliamo essere credute da vive

Negli ultimi 4 giorni una donna uccisa in provincia di Bergamo dal marito e un tentato femminicidio a Imola.
La violenza maschile sulle donne e il femminicidio non sono un’emergenza, ma un elemento strutturale del nostro sistema sociale e culturale e come tale va trattato. Vogliamo che la legge, le istituzioni politiche e sociali riconoscano nell’uomo maltrattante il vero responsabile di chi agisce violenza e morte contro le donne.
Oggi una donna che denuncia si assume la responsabilità della violenza subita. Infatti, deve dimostrare di essere prima una donna e una madre credibile, poi una donna massacrata, prima che la giustizia intervenga sull’uomo violento. Non smetteremo di ripetere che non abbiamo bisogno di un Codice Rosso, spot elettorale utilizzato sulla pelle delle donne, ma dell’applicazione e il potenziamento di una legge che già esiste.
Siamo arrabbiate di continuare a vedere donne uccise dai loro mariti, ex compagni o familiari. Siamo arrabbiate nel sentire il silenzio assordante delle istituzioni.
La scorsa settimana anche a Imola è stato tentato un femminicidio. Ogni giorno il nostro Centro Antiviolenza accoglie donne che rischiano la loro vita per mano di uomini violenti. Chiediamo una reale stigmatizzazione da parte delle istituzioni nei confronti della violenza maschile: che questa venga messa nell’agenda politica locale e nazionale coinvolgendo i Centri Antiviolenza ovvero chi accoglie le parole, le paure e le emozioni delle donne che chiedono aiuto e conosce le dinamiche di questo reato che non va trattato come neutro.
> Vogliamo ordini restrittivi immediati per chi agisce anche solo una minaccia di morte nei confronti delle donne.
> Vogliamo che la valutazione del rischio sulla pericolosità venga fatta anche sugli uomini, come compagni e come padri e che a loro sia attribuita la responsabilità della violenza che agiscono.
> Vogliamo che le donne rimangano nelle loro case con i loro figli, mentre ad essere allontanati siano gli stessi mariti e padri maltrattanti come effetto immediato della denuncia.
La violenza maschile è la principale arma contro il raggiungimento di una concreta parità di genere e una brutale discriminazione contro le donne stesse. Vogliamo essere credute da vive.
> Abbiamo bisogno di lavorare per costruire una cultura sociale che favorisca la parità dei diritti di genere, la possibilità di vivere, di essere, di amare come e quando vogliamo, di separarci e divorziare. Per noi donne non ci sarà un cambiamento reale fino a quando non smetteremo di avere paura di essere ammazzate.
> Abbiamo bisogno di lavorare per eliminare gli ostacoli culturali, sociali, economici e giuridici, che impediscono alle donne che subiscono e denunciano violenza di vedere riconosciuto il diritto alla ricostruzione della loro vita libera e autodeterminata.

Trama di Terre, 8 ottobre 2019

2019-10-10T14:36:13+02:00