Attuazione Programma d’Azione sulle donne di Pechino, cosa è stato fatto in Italia?

CONFERENZA STAMPA

Attuazione Programma d’Azione sulle donne di Pechino,

Rilevazione quinquennale: 2009-2014
Cosa è stato fatto in Italia

Sala Stampa della Camera dei Deputati, via della Missione ore 11,30-12,30
Ospitato dall’on. Rosa Villecco Calipari, Vicepresidente Commissione Difesa,

Nel 1995 si svolgeva a Pechino la IV Conferenza mondiale sulle donne che stabiliva la verifica ogni cinque anni dell’attuazione del Programma d’Azione per ogni paese che l’aveva sottoscritto. L’Italia per la prima volta ebbe una Ministra “delle Pari Opportunità” e un Piano di attuazione della Piattaforma.

A fine maggio 2014 il Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha invitato le associazioni a contribuire al rapporto quinquennale, come peraltro richiesto dall’ONU, ma ha già inviato autonomamente il proprio (http://www.unece.org/genderwelcome-new/monitoring-progress/beijing-platform-for-action/genderbeijing-20.hItaly_UNECE_2014_report_on_BPfAtml), senza consultarle veramente o attendere il loro contributo. Il quadro che ne emerge rappresenta una situazione ben diversa dalla realtà che vivono ogni giorno le donne in Italia.

In risposta al rapporto del Governo, la società civile – composta tra le altre da organizzazioni per la promozione dei diritti umani, associazioni delle donne, coordinamenti sindacali e singole esperte di genere- che vivono in presa diretta il prezzo della disuguaglianza di genere nel nostro paese ha redatto un rapporto Pechino 2009-2014 alternativo che sarà presentato Martedì 22 luglio in Conferenza stampa.

Cita il rapporto: “L’Italia, rispetto al tema dell’uguaglianza di genere, ha attirato l’attenzione e le critiche delle istituzioni internazionali diverse volte negli ultimi cinque anni. L’Italia deve fare chiarezza e impegnarsi diversamente a partire dal periodo della sua Presidenza UE.”

Rispetto alla Piattaforma di Pechino, i principali punti critici sono:

– la carenza di un sistema di raccolta, analisi e diffusione di statistiche di genere, che potrebbe consentire il monitoraggio e la valutazione delle politiche messe in atto a diversi livelli;

– l’elevato livello di povertà femminile soprattutto nelle famiglie monoparentali, nonché il progressivo assottigliarsi del già fragile sistema di welfare,

– l’insufficiente difesa della salute e dei diritti sessuali e riproduttivi,

– il basso tasso di occupazione delle donne e la generale mancanza e precarietà di lavoro sia tra le nuove generazioni sia tra le over 40,

– la questione della violenza maschile sulle donne in assenza di un complessivo ed efficace sistema di contrasto e l’entrata in vigore della Convenzione di Istanbul,

– il monitoraggio dell’applicazione delle Convenzioni a partire dalla CEDAW (Convenzione per l’eliminazione delle discriminazioni contro le donne) e del sistema dei diritti umani delle Nazioni Unite, nonché delle Risoluzioni dell’ONU su Donne, Pace e Sicurezza che riguardano da vicino un paese con un numero significativo di“missioni militari di pace” ed un costante flusso di arrivi di migranti, in particolare richiedenti asilo che provengono da zone di guerra e di conflitto;

– il rapporto donne e media;

– il riconoscimento delle problematiche ambientali collegate alle donne e alle loro esperienze e saperi, per garantire sicurezza sociale e risorse ambientali “pulite”e rinnovabili.

Cita il rapporto:“Solo un effettivo impegno in questi campi permetterà all’Italia di recuperare il suo ruolo internazionale e riacquistare credibilità nel rispetto dei diritti di tutte le donne.” 

Le realtà e le singole promotrici:

 

Fondazione Pangea onlus,Simona Lanzoni

UDI – Unione donne in Italia, Vittoria Tola

Casa Internazionale delle Donne di Roma, Francesca Koch

Le Nove, Maria Grazia Ruggerini, Maria Merelli, Stefania Pizzonia

D.i.Re, Donne in Rete contro la violenza, Titti Carrano, Monica Tesone, Caterina Becchi,

BeFree Cooperativa Sociale contro violenza, tratta e discriminazioni, Loretta Bondi,

Ass.Differenza Donna ong, Teresa Manente, Ilaria Boiano, Rossella Benedetti

Parsec, Federica Dolente

Trama di Terre, Tiziana Dal Pra

Associazione Giudit Milli Virgilio

ARCS-Arci Cultura e Sviluppo, Gemma Ciccone,Silvia Stilli

Donne in Quota, Donatella Martini

Unaltrogeneredicomunicazione

A Sud, Marica di Pierri,

Punti di Vista, Sabrina Aguiari, Wendy Harcourt, Sonja Cappello

CGIL, Loredana Taddei e Silvana Cappuccio

UIL, Grazia Brinchi

Osservatorio per la salute globale, Nicoletta Dentico

Rete Internazionale Donne per la pace- Patrizia Salierno

Rete Internazionale Donne per la pace /UISP- Raffaella Chiodo Karpinsky,

Comitato per la promozione e protezione dei diritti umani, Barbara Terenzi

Donne contro il razzismo, Casa internazionale delle donne, Isabella Peretti,

AIED Roma

Ass. Punto D

 

Bianca Pomeranzi, componente del Comitato CEDAW Nazioni Unite

Maura Misiti, ricercatrice CNR-IRPSS

Sabrina Marchetti, ricercatrice EUI (European University Institute)

Luisa Del Turco, Consulente in Cooperazione Internazionale, esperta Genere Pace e Sicurezza

Daniela Brancati

Alessandra Fantin

Augusta Angelucci, Senior Gender Advisor già funzionario UNDP esperta di Sistemi Sanitari e cooperazione internazionale

Giovanna Scassellati, Osterica Ginecologa

Monia Azzalini,

Barbara Spinelli, Avvocata

Anna Parisi Presicce, Amnesty

2019-03-19T04:29:31+01:00